Gli abbiamo chiesto di raccontarci un pó della sua storia.
Fratel Dorvalino ci ha detto che Dio lo ha preparato per questa missione, fin da quando era un ragazzino, anche se allora lui non lo aveva capito.
Essendo figlio di agricoltori, incominció a lavorare molto presto nei campi, sia nella semina come nel raccolto.
Quando finalmente andó a scuola, aveva giá compiuto 12 anni, aveva in mente una sola cosa : “voglio diventare ricco”. E cosí durante una parte del giorno studiava, e nell’altra lavorava come fattorino di una panetteria, guadagnando piú di tutti i suoi compagni.
Un giorno conobbe Osvaldo, un ragazzo che cominció a lavorare con lui, e fu incuriosito da questa affermazione : “Tu devi conoscere Gesú, nella tua vita manca qualcosa di troppo importante “.
Essendo molto pratico, chiese subito al suo amico : “Dove vive Gesú ? Dimmelo cosí vado a conoscerLo! “
Da quel giorno in poi Dorvalino visse fra due estremi : il materiale e lo spirituale.
Rimanendo fermo nel suo obbiettivo : “Essere ricco”, cambió di lavoro, divenne venditore ambulante, imparó a gestire i suoi guadagni e finalmente poté comprarsi un negozio.Sentiva di avere raggiunto il suo scopo, era un giovane ricco.
Un giorno, tornando a casa per colazione, decise di vedere cosa Dio voleva da lui; si trovó davanti il capitolo di Matteo 19, 16 – 25 “il giovane ricco “.
Dopo questa lettura Dorvalino incontró il suo vero cammino.
Per seguire questa vocazione dovette affrontare la reiezione di suo padre, e molte altre difficoltá. Ma fu perseverante, e infine entró nella Congregazione Missionaria del Verbo Divino.
Furono 6 anni di studio, e si consacró Frate, non Sacerdote.
A suo modo di vedere essere Frate, gli da un maggiore senso di umiltá, servizio e disponibilitá ; un modo di vita piú nascosto, come Maria. Vive una vita piú semplice.
Il suo sogno era andare in Africa, ma obbedendo ad ordini superiori, lavoró durante molti anni in Brasile.
Dopo un corso di rinnovamento, al quale partecipó, a Roma, finalmente ricevette l’invito per andare in Africa. Chiese di poter andare nel paese di maggiori necessitá.
Fu mandato in Angola. Incontró miseria, guerra, persecuzioni, fame, malattie, il piú alto indice di mortalitá infantile, infine mancanza di tutto.
Tuttavia incontró anche un grande conforto: gli Angolani sono un popolo di molta speranza, enorme fede e grande allegria. Un popolo molto speciale.
Oggi stá avvenendo la ricostruzione di quel Paese, arrivano molti aiuti. Le sfide sono ancora molto grandi, come ad esempio quello della mortalitá infantile, piú del 25%, decorrente dalla mancanza di igiene.
FRATEL DORVALINO E LE SUE ESPERIENZE IN AFRICA
Arrivó in Africa nel 1982, in piena guerra civile. C’erano tre fazioni che volevano il potere. In mezzo a questa guerra, lui piú altri 7 missionari, furono sequestrati nel Dicembre 1983. Rimasero in potere dei sequestratori durante 4 mesi e 7 giorni, sempre camminando nella foresta dell’Angola. Persero in media 15 chili cadauno.
Fu un’esperienza molto difficile, ma di grande crescita spirituale e di fiducia in Dio. Poterono esperimentare, con assoluta certezza, la Mano di Dio su di loro; nessuno si ammaló, tutti ritornarono alla missione.
Oggi, in Angola, é rimasto solamente Frate Dorvalino, ci sono stati diversi cambiamenti di missionari.
Da quel momento in poi poté finalmente dedicarsi al lavoro che gli era stato affidato : costruire.
Ha giá costruito 2 Chiese, la terza é in andamento, ha costruito anche un Seminario per 30 studenti della Congregazione Missionaria del Verbo Divino, un capannone per la Diocesi di Banza`Congo, una casa di noviziato per la Congregazio delle Schiave dell’Eucarestia.
In questa attivitá che gli é stata affidata, Frate Dorvalino si é trovato di fronte una popolazione molto amica, accogliente, lavoratrice e piena di energia. Gente ben diversa dai concetti che si hanno del popolo africano.
Altra difficoltá da dover affrontare é stata il razzismo. Si era creata una forte mentalitá contro il “bianco “. Ancora oggi proliferano i propugnatori del razzismo.
Anche se ormai poco frequente esiste ancora la poligamia, e ancora piú rara esiste la poliandria. Oggi poi c’é una fortissima investita dell’islamismo.
!l 4 Aprile del 2002 é stato firmato l’Accordo di Pace.
Da quel momento il numero dei fedeli, nelle Chiese, é considerevilmente aumentato. Hanno sete di imparare. Finalmente libero, il popolo si riunisce nella Chiesa.
Ci sono giá 8 Sacerdoti e 4 Frati Angolani. Di questi, 3 Sacerdoti hanno studiato teologia a San Paolo ( Brasile) , 4 si sono formati in Africa e 1 in Europa.
“Vedere tutto quello che ho costruito, é per me una grande benedizione. E quello che piú mi rallegra é che niente é andato perduto. Tutto é in ottimo stato di conservazione “ conclude Frate Dorvalino.
Alla fine per esemplificarci il concetto di accoglienza del popolo angolano ci ha raccontato un episodio : “Un giorno andai a visitare un catechista di una chiesa molto distante, e mi dovetti fermare per dormire. Il catechista mi offrí la sua casa. Quello che mi sorprese profondamente fu che, il catechista, andó via di casa, mettendola totalmente a mia disposizione sia per mangiare che per dormire”.
Da parte nostra possiamo dire che il conoscere Frate Dorvalino,con tutta la sua carica di energia, di dinamismo, di speranza e di un amore molto grande per la vita, per l’Africa e per il suo lavoro, é stata una grande benedizione ed uno stimolo ad impegnarci sempre di piú.